Lieto di poterVi servire
- Il 4 giugno 2006 ho scritto sul mio blog un post negativo a commento di un convegno sul Podcast che vedeva Gianluca Neri tra i relatori.
- Il 18 giugno 2006 Gianluca Neri sul suo blog replica al mio post di due settimane prima.
Ebbene, non ho parole per descrivervi il mio dispiacere nel leggere tutti quegli insulti personali, dalle storpiature al mio nome sino alla satira sulla casetta di marzapane.
E’ vero, io ho scritto un post molto duro, ma attaccavo i contenuti, quelli del professionista Gianluca Neri, non la persona. L’ho chiarito più volte nel mio post che ho scritto con lo spirito di chi era capitato per caso a un convegno a Riva del Garda dove passo spesso i week-end con la famiglia e dove sono rimasto colpito e felice nello scoprire un convegno su un tema a me vicino, con ospiti che apprezzavo.
Il punto è che mi aspettavo competenza e contenuti interessanti, mentre gli interventi di Neri mi hanno prima deluso e poi irritato in quanto perniciosi per un’Italia già spesso in difficoltà a capire le basi del digitale. Probabilmente apparirò esagerato per alcuni, ma dovete comprendere che c’è una cosa che non sono più disposto a sopportare: il pressapochismo all’italiana.
Premesso questo, chiarisco ai lettori -comprensibilmente già annoiati per l’inutile faida- che, seppur innegabilmente offeso per la diffamazione personale, cercherò di rendere costruttiva la mia replica con lo stesso spirito con cui ho scritto il primo post, LIETO DI POTERVI SERVIRE cercando di aiutare i lettori a fare chiarezza tra le ultime e nuovamente inesatte affermazioni sul digitale di Gianluca Neri.
Devo dire che mi sono già venuti in aiuto gli stessi lettori di Neri che nei commenti al suo post hanno inaspettatamente difeso le mie affermazioni sul suo pressapochismo.
Vi invito a leggere i vari commenti, tra cui quello di “Low Resolution” in cui ricorda che Tivo detiene circa il 10% del mercato televisivo Americano, a cui se si aggiungono PVR e altri HD recorder, il totale tocca e forse supera il 20%. Fatte le dovute proporzioni è un po’ come se in Italia fossero 10 milioni! Certo che su Tivo non si fonda la Costituzione Americana -come scrive Neri a sfottò e quando aggiunge “e mo’ stàmo a véde er sorpasso”… Mi ricorda quando Neri scrisse che avrebbe scommesso solo due cents sul Nanopublishing (che invece, come ricorda Teledicoio ora va a gonfie vele).
Oppure il commento di quel suo lettore che gli rimprovera di non aver fatto quella cosa che qualunque blogger attento alla propria reputazione avrebbe inserito: linkare il post oggetto del suo livore, per darne conto ai lettori.
Sono altresì dispiaciuto per la pantomima che mi vede rappresentato su un ipotetico palco in cui mi dipinge con un linguaggio sopra le righe: “I fruitori che hanno capito àlzino il device! Come sarebbe a dire che siccome siete studenti universitari non ve lo potete permettere, il device? E come fate ad automatizzare il download? E poi come sarebbe a dire ‘che cos’è il device?’ …”. Populismo a parte, confermo che i device sono centrali in quanto sono tra i primi creatori di nuovi bisogni, e quindi di nuove modalità di fruizione. Se non ci fossero i player mp3 portatili non esisterebbe il podcast e se non esistessero gli harddisk recorder non ci sarebbe il personal video recording per come lo concepiamo oggi.
A questo proposito, mi perdonino quanto segue i lettori che già mi conoscono, ma devo ricordare a Neri che la descrizione del blogger sfigato nella sua casettina di marzapane che vive all’ombra di qualche piccolo istante di fama non mi di addice. Gianluca, io modero molte conferenze e dibattiti, insegno a corsi e master universitari, conduco programmi radiofonici e televisivi; sino a qualche mese fa ho condotto un talkshow quodiano che come molti sanno era in onda su Sky e generava grandi ascolti sul web (specie in modalità vodcast), ho un blog con lettori di alto profilo e contrariamente a quanto affermi, quando vado a un convegno come ospite è per apprendere qualcosa di nuovo, non sono certamente invidioso e non sarei voluto essere al tuo posto al convegno a Riva del Garda che, come ricordi tu stesso, ha contato 50 partecipanti.
Cari amici lettori, credo che tra addetti ai lavori si debba imparare ad applicare il fair play ben noto tra i politici –quelli inglesi ne sono maestri- per cui si possa per esempio cenare cordialmente insieme in parlamento dopo aver fatto pesanti dichiarazioni sui contenuti dell’avversario. Era ovviamente solo un esempio, non ho motivi per ritenere Neri un avversario.
Da piccolo mi hanno insegnato di scegliermi sempre avversari molto importanti perché un uomo si misura anche dai suoi nemici.




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mi sembra strano … come se il Web avesse qualcos’altro da fare piuttosto che stare a sentire battibecchi.
Finita la mia critica passo alla sostanza di quello che voglio dire.
Sinceramente apprezzo molto il suo lavoro, sono tra quelli che hanno scaricato tanti dei suoi vodcast e li hanno apprezzati spessissimo. Ottimo quel lavoro.
Però ogni volta che leggo vodcast giuro che mi viene un prurito … si, un prurito: “perchè non lo chiamano download”, download, parola strana che molti ancora non hanno digerito, ma che già il Web vuole modificare.
Mi pare che si voglia differenziare il download in base al contenuto: se faccio il download di un software quello è un “download”, mentre se faccio il download di un talk show quello si chiama “vodcast”.
Ok, ok, automazione e periodicità sono i pilastri. Posso anche concordare: per i primi 5 minuti dalla pubblicazione su web lo chiamo podcast, dopo i 5 minuti lo chiamo download …
Ah già i feed … bhè il feed consente di “vestire di nuovo” un podcast di ieri, e quindi prolungare la sua vita da “podcast”, prima di scadere a “download”.
Mi si potrebbe obiettare che è questione di “organizzazione”: io sottoscrivo un vodcast ed il contenuto mi diventa fruibile non appena è pubblicato, in maniera automatica … quindi ho dato un nome a quello che la gente faceva con una organizzazione mentale e manuale.
Faccio un esempio. Una volta c’erano le Home Page, tutti avevano una home page e periodicamente vi pubblicavano i contenuti che preferivano. A dire il vero tutte le Home Page risultavano incomplete, imprecise, sempre “under construction” a causa (io credo) della difficoltà di pubblicare i contenuti. Oggi ci sono i blog, non ci sono più home page, solo blog. E’ stato un passo avanti enorme reso possibile dalla tecnologia: in 5 minuti si può pubblicare il contenuto scelto/scritto/registrato. Nessuna difficoltà tecnica. E’ decisamente giusto dare un nome nuovo a quello che ha cambiato l’aspetto del web. Però, per me che sono un tecnico, quelle sono ancora le home page di una volta.
Faccio un altro esempio … stavolta da tecnico (quale sono).
Se sottoscrivessi un sistema di notifiche per email delle pubblicazioni sul forum drunkendonkey (che preferisco non linkare), e a casa mia programmassi un client email ad hoc, potrei istruirlo per fare partire su emule il download di ogni film, software, album che venisse segnalato. Questo potrei chiamarlo in un modo fantasioso?
Non so se notate tutti l’analogia. Per come la vedo io è solo una questione di organizzazione.
Quelli che aggiornavano frequentemente le home page si sono organizzati, quelli che seguivano certe home page regolarmente si sono organizzati, quelli che facevano download regolarmente adesso si sono organizzati.
Il re è morto. viva il re!
PS ho notato un adifferenza tra wiki italiana e wiki inglese sull’argomento podcast … wiki deve essere sempre verificata all’esterno di wiki!
Rinnovo i complimenti per il lavoro che lei svolge.