Twitter non mi piace



L’avevo installato subito dopo Vittorio Pasteris, e subito ho scritto che stavo andando a dormire.

Poi mi sono alzato al mattino, ho aperto il mio blog e ho visto che ’stavo andando a dormire’.

Allora ho dovuto pensare a cosa stavo facendo e già un po’ scocciato ho scritto ‘Mi sono appena svegliato’.

Poi ho fatto altro, email, telefonate, etc… Erano le 12 e qualcuno mi ha scrito via IM “Alla buon’ora!!!”…

Ho capito che avevo Twitter da aggiornare e senza pensarci troppo l’ho eradicato vivo!

Poi ho cambiato piattaforma e nel nuovo template stavo per metterlo, poi ci ho ripensato…

Dopo qualche giorno mezza blogosfera dice di impazzire per Twitter.

Forse mi sono perso qualcosa, ho pensato… Allora l’ho inserito di nuovo, ho attivato cell e Gtalk per ‘postare’. L’ho messo in alto sul sito, e ho scritto “Sto finendo la giornata di lavoro”, o qualcosa di simile.

Poi ho pensato che avrei dovuto al più presto aggiornalo…

Senza pensarci oltre, mi era tutto chiaro! l’ho eradicato di nuovo e se tutto va bene, per sempre!

Non fa per me.

Il mio blog non è il mio Tamagotchi e non è un videogame da grafomane. Non ho tempo per badare a un widget che richiede tutte quelle attenzioni.

RIP

Reader Comments

Allora non sono il solo a cui non piace!!!
Io conoscendomi, ho evitato di fare tutta la trafila di iscrizione ecc ecc perchè penso si sarebbe discostata poco dalla tua.
E’ bello sentirsi meno soli nella blogosfera

Perfettamente d’accordo.
Diffidente, non l’ho neanche radicato.
Tra l’altro incita alla menzogna: bisognerebbe scrivere sempre “sto aggiornando Twitter”! Per la precisione.

ognuno lo utilizza come meglio crede e lo aggiorna quando vuole. Se non avete la forza di volontà per aggiornarlo quando cavolo vi pare allora non usatelo.
Non è un semplice “status” secondo me, è un modo per scrivere cio che non si scriverebbe sul blog, ma comunque che può interessare. Una specie di microbloging se vogliamo. poi è un mezzo per conoscere altre persone. Il mio consiglio è di settare il messenger su “direct message” in modo da ricevere solo i messaggi diretti ed aggiornarlo quando vi pare e piace, quando ne vale la pena, quando potete.

Concordo … mi sembra un po’ schizzoide

Bah… personalmente lo aggiorno SOLO quando ho voglia, e NON scrivo ogni due minuti cosa sto facendo o pensando (miiiii, sarebbe una paranoia unica).
Inoltre ho evitato (ed eviterò in futuro) di mettere un qualsivoglia Twitter-badge sul mio blog…
… e quando sono impegnato, basta un “OFF”, e Twitter è spento… ;)

Guardando Technorati, sembra che la colpa di tutto questo entusiasmo sia di Andrea Beggi ;-) , si vede una costante crescita di post su Twitter dopo il suo del 30 dicembre.

Io conoscevo il servizio da tempo ma non ho mai approfondito,ho scritto comunque un post al riguardo.

Andrea,
geniale! Quasi quasi lo rimetto fisso con scritto sempre “sto aggiornando Twitter!”
fantastico!

Giovy e Mike, ci rivediamo tra 6 mesi ;) Se avrete ancora Twitter installato allora, come dicono i rapper americani: “respect!” :)

Hai ragione MA ORA DICCI COSA STAI FACENDOOOO ;)

Ti sto rispondendo.
No scusa, sto per premere “submit comment”
No scusa, ho ricominciato a scrivere.
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A differenza del tamagotchi…non muore nessuno se non aggiorni twitter…siamo noi a decidere che uso fare del giocattolino…concordo col concetto di microblogging…è un modo per scrivere quello che sul blog non scriviamo perchè qestione di un solo pensiero di una sola idea magari vaga dipendente da quanto facciamo in quel momento…non è che bisogna raccontare ogni singola pipì della giornata no?

Rileggendo, non mi dispiace l’idea di “microblogging” di miketrevis.

Si potrebbe parlare di minipost: in ogni modo perchè se fosse richiesto in futuro un servizio del genere come controllo dai datori di lavoro? ;)

Dario, sei un positivone… Altro che controllo… Qui va già bene se non tirano giu mezza rete con il pasticcio che hanno appena fatto col decreto che chiude gli IP dei siti ‘pedofili’.
Ci sono server con un unico IP che contengono centinaia di siti… vedrai che ridere… Solito pasticcio all’italiana.

Sinceramente, devo ancora capire tutte le implicazioni, ma non vedo tutta questa tragicità.

Il primo punto, ovvio, è: chissenefrega se lo usano tutti, se non mi serve non lo uso. Finis. :)

Il secondo punto, che discutevo l’altra sera con Bru, è che di fatto si tratta di una forma di ‘microblogging’ come qualcuno ha scritto sopra.

Trovo quindi sbagliato l’approccio che segui tu: è come dire che sul blog tu scrivi di cosa fai durante la giornata. Capisci che, seppure esistono blog simili, né questo né alcun altro dei blog che seguo fa questo.
Il paragone credo sia perfetto. :)

Au contraire, Twitter è utile per contenere microinformazioni sintetiche. Cosa intendo dire? Beh, ancora ‘microblogging’ riassume bene. Si tratta di pensieri e divagazioni grezze che su un blog non figurerebbero perché “ininfluenti” e contemporaneamente più pure e non filtrate.

Così, io scrivo due righe a proposito delle Reflection sui linguaggi di programmazione, mentre ora che ho avuto due secondi ho letto un commento che mi ha portato qui.
Nessuno di questi diceva “sto aggiornando Twitter”.

Sono stato abbastanza chiaro, o ho divagato un po’ troppo? :D

Folletto sei stato chiarissimo :)

[...] Oggi sono capitato su questo post di MCC e ho riflettuto un attimo sulla questione dell’inutilità di Twitter posta sia da lui, sia in tutti i commenti che gli davano sostanzialmente ragione. Ora, lui non è certamente l’unico ad avere quella impressione, il punto è che leggendo lui e i commenti mi è venuto in mente un paragone. Ho commentato, ma vorrei fare una riflessione aggiuntiva. [...]

Ciao Marco,
ho visto che Davide qui sopra ha già espresso il concetto (e approfondito nel suo blog), ad ogni modo volevo solo evidenziare che gli aggiornamenti hanno un timestamp :)

More considerations sul mio blog e su quello di folletto.

[...] Da un punto di vista sociale non condivido gli allarmi sul Tamagotchi o sull’eccesso di pervasività: Verosimilmente, gli adepti del Pervasive Sharing sono una fascia ristrettissima di utenti web caratterizzati da un’estrema (ed inquietante) libertà di azione rispetto ad alcuni normali vincoli della vita reale. [...]

La cosa che mi piace è la sua dimensione granulare, un po’ simile al ‘mood’ di Skype. Sono pensieri usciti come ditrattamente -tanto li puoi inviare dal cell, non ti serve stare davanti al mac.

[...] e con ogni dispositivo mobile ma molti, sottoscritto compreso, sono scettici in materia (es. Marco Camisani Calzolari). Personalmente non credo che i micro blog siano inutili, credo però che il termine “micro [...]

[...] - già molto diffuso - legato all’invadenza di Twitter, che è sì divertente, ma anche a volte “assillante” (che beneficio ha, in termini di immagine, un politico la cui presenza può essere percepita [...]

Heh. Nice. I recognize your interest in my slowly knot Wanna joke?) What happens when a ghost haunts a theater? The actors get stage fright.

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