Se Wikipedia chiude…



Scoble segnala che Florence Devourad, chairwoman di Wikipedia, dichiara che la fondazione ha l’autonomia finanziaria per sostenere l’enciclopedia collaborativa ancora er 4 mesi. Poi saranno finiti i soldi per pagare i server su cui è ospitata.

Io credo che tuttavia non chiuderà, troverà un nuovo modello di business alternativo a quello delle donazioni su cui si basa adesso.

La mia vera preoccupazione è l’effetto psicologico che potrebbe scatenare in tutto il mondo. Pochi saranno in grado di comprendere le singole peculiarità del progetto e di quel modello di business. Pochi quindi si riferiranno al modello, i più generalizzeranno insinuando dubbi sulla sostenibilità della Rete e del web 2.0.

Ancora oggi la domanda più frequente che mi rivolgono gli A.D. delle grandi aziende italiane è: “Non ho ancora capito come si guadagna su Internet”.

Ho paura della percezione “bolla 2.0″ che in Italia non tarderebbe a manifestarsi in quanto metà di chi controlla gli investimenti non conosce la Rete, la sta subendo, e non vede l’ora che qualcuno dimostri che anche questa volta gli atomi sono più importanti dei bit.

Reader Comments

Speriamo che questo non succeda. Proprio in un momento delicato in cui anche in Italia sia gli investitori che i capi azienda si stanno rendendo conto dell’importanza di internet e stanno investendo in modo più deciso. Comunque non capisco perchè in italia si comportino così..quando la cirio o la parmalat vanno male non è che non investono più in pelati o in latte! Il problema è che in Italia i grandi capi sono tutti incompetenti nel campo innovazione digitale e così appena qualcosa va male non riescono ad analizzarne i motivi. Marco speriamo che non succeda..anche se siamo sopravvissuti alla prima bolla io non so se ho l’energia per superarne un’altra!

Se ci sarà la percezione “bolla2″ o meno credo dipenderà da cosa succederà a YouTube, ovvero agli altri “elementi famosi” di internet.

Ad esempio se sarà già partito il progetto della retribuzione dei contenuti, su YouTube, penso che sarebbe uno shock positivo in quanto contribuirebbe a far capire “come si guadagna su Internet”.

Mi chiedo anche che effetti avrà (se ne avrà) su Citizendium.org

più che altro mi chiedo: nel caso dovesse chiudere, tutto il patrimonio di conoscenza messo assieme, che fine farebbe?

Anche YouTube pare abbia qualche problema: http://www.techcrunch.com/2007/02/08/nbc-piles-on-google-youtube-strategy-in-question/

Da un’analisi superficiale mi sembra un punto di svolta (o bolla2 o fine della “rivoluzione” e stabilizzazione del mercato), considerando anche che questo dovrebbe essere l’anno dell’esplosione del mercato della pubblicità su internet e delle metriche.

..Certo, se dovessero rimuovere i contenuti “di qualità” prodotti dalle tv, non credo che, potendo contare unicamente sui (reali) UGC, avrebbero lo stesso successo. Non possono andare avanti a lungo con esperimenti su mentine e bevande gassate e scherzi vari…

Ma dai non ci posso credere, un server non costa molto.
E ridicolo e non sembra vero que non possano pagarlo.

La bolla 2.0 ci sarà, come ci saranno la bolla 3, la 4 e magari pure la 5, è nell’ordine “naturale” delle cose.

Da qui a 5 anni nessuno sa cosa potrebbe succedere, però che wikipedia chiuda mi sembra davvero improbabile.

@Compra
Ma tu hai idea di dimensioni e banda usata di un progetto come Wikipedia???

L’economia è così…Ci hanno insegnato (o lo stanno facendo) che non esiste più il cosiddetto “posto fisso” e questo secondo me riguarda anche il mondo dell’informatica. Per un progetto che muore ne nasceranno altri come per esempio è successo per il P2P. L’importante è continuare ad investire nelle idee, il problema è invece secondo me tutto italiano. Non possiamo aspettare che un geek straniero sforni nel suo garage una nuova community o servizio (prendiamo come esempi i vari YouTube, Google, Wikipedia) e gli italiani sempre pronti a “customizzare”, facciamocene una ragione! Noi italiani non potremo sempre dipendere dagli altri! In Italia si deve lavorare per mettere in condizioni le nuove generazioni di mettere in pratica le idee, di creare quindi un’industria del software Made In Italy. Siamo o no la patria dei vari Dante, Botticelli, Giotto (e potrei continuare ancora per molto)?

Hai sollevato una bella questione Marco: wikipedia si è sempre sostenuta con donazioni,ed non dovrebbe essere visto come un servizio bubble 2.0,ma come una grande risorsa per tutta la comunità mondiale. Non mi farà specie se inseriranno ad esempio gli Adsense o un modello di business nuovo,staremo a vedere.

p.s. il link a Scoble porta alla Jpg non al suo blog ;)

Ma che cosa rispondi agli AD che ti chiedono: “Non ho ancora capito come si guadagna su Internet”?

FrankPrevi, rispondo “dipende”.
Gli spiego che ci sono modelli basati sulla pubblicità, che con 6000 utenti al giorno si pagano almeno l’hosting e generano qualche piccola revenue e che il resto è proporzionale. Che ci sono modelli misti, adv+vas (servizi a vaolre aggiunto) e gli faccio degli esempi spiegando i prodotti che sto lanciando e i loro modelli. etc

la compra google, è cosi’ ovvio :)

Io so solo che se mai inserirà degli adSense o roba simile si attirerà addosso ogni genere di critica da parte del saggio-saccente di turno

@Napolux
…Però bisogna distinguere, per esempio, tra publicità tipo AdSense, molto discreta, e le fastidiosissime finestre che si aprono in mezzo al commento che stai leggendo, obbligandoti a chiuderle per poter vedere il testo sottostante, o i falsi link che aprono dei fumetti pubblicitari al solo passaggio del puntatore del mouse…

Wikipedia é una delle migliori prove della “democraticità” della rete, grazie al senso di partecipazione ed alla reale possibilità di contribuire alla sua espansione.

Potrebbe essere un alert lanciato per sensibilizzare una maggiore attenzione, forse un modo per comunicare ai propri sostenitori: un tentativo per evitare di ricorrere a sponsor o partner commerciali che, presumo, non mancherebbero.

sono contento che wiki chiude .
ciao sono uno dei net devilz, il nome e l’email l’ho fottuta a uno

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