Se Wikipedia chiude…
Scoble segnala che Florence Devourad, chairwoman di Wikipedia, dichiara che la fondazione ha l’autonomia finanziaria per sostenere l’enciclopedia collaborativa ancora er 4 mesi. Poi saranno finiti i soldi per pagare i server su cui è ospitata.
Io credo che tuttavia non chiuderà, troverà un nuovo modello di business alternativo a quello delle donazioni su cui si basa adesso.
La mia vera preoccupazione è l’effetto psicologico che potrebbe scatenare in tutto il mondo. Pochi saranno in grado di comprendere le singole peculiarità del progetto e di quel modello di business. Pochi quindi si riferiranno al modello, i più generalizzeranno insinuando dubbi sulla sostenibilità della Rete e del web 2.0.
Ancora oggi la domanda più frequente che mi rivolgono gli A.D. delle grandi aziende italiane è: “Non ho ancora capito come si guadagna su Internet”.
Ho paura della percezione “bolla 2.0″ che in Italia non tarderebbe a manifestarsi in quanto metà di chi controlla gli investimenti non conosce la Rete, la sta subendo, e non vede l’ora che qualcuno dimostri che anche questa volta gli atomi sono più importanti dei bit.




Speriamo che questo non succeda. Proprio in un momento delicato in cui anche in Italia sia gli investitori che i capi azienda si stanno rendendo conto dell’importanza di internet e stanno investendo in modo più deciso. Comunque non capisco perchè in italia si comportino così..quando la cirio o la parmalat vanno male non è che non investono più in pelati o in latte! Il problema è che in Italia i grandi capi sono tutti incompetenti nel campo innovazione digitale e così appena qualcosa va male non riescono ad analizzarne i motivi. Marco speriamo che non succeda..anche se siamo sopravvissuti alla prima bolla io non so se ho l’energia per superarne un’altra!