MarketingCamp 3: Invito riservato a 10 Esploratori Digitali



Il prossimo Marketing Camp si svolgerà il 10 ottobre, dalle 10 alle 17, presso Palazzo Affari ai Giureconsulti (via Mercanti, 2 - Milano) come evento dell’Innovation Circus (Milano, 8 – 15 ottobre), la settimana dell’innovazione. www.innovationcircus.it

Si può partecipare al MarketingCamp solo su invito, tuttavia abbiamo deciso di destinare 10 posti agli Esploratori Digitali, ovvero chi esplora il digitale in tutti i suoi aspetti: prova le nuove applicazioni, si interessa di comunicazione e marketing digitale, sperimenta i vari devices, partecipa attivamente alla conversazione in Rete, si occupa di divulgare la conoscenza anche agli analogici e vive parte della propria vita online. Il gruppo è aggregato su FaceBook. Si può tentare l’iscrizione ma l’approvazione è in funzione della propria reputazione in Rete che confermi l’attività di “Esploratore digitale” :)

Gli Esploratori già iscritti riceveranno un’inivito riservato nei prossimi giorni. Accetteremo solo i primi 10 che confermeranno, poi saremo costretti a chiudere a causa del numero ridotto di posti a disposizione.

Nelle edizioni precedenti ho ricevuto molte richieste di partecipazione che ho dovuto declinare, ma ad alcuni ho promesso che li avrei invitati alle prossime edizioni. Se siete tra questi, vi prego di segnalarmelo per tempo, in modo da darmi la possiilità di riservarvi un posto in più.

Sarà un MarketingCamp speciale in uno dei palazzi più prestigiosi di Milano.
A seguire la consegna del Premio Cultura in Rete alle ore 17, aperto a tutti.

Di seguito il programma:

MarketingCamp 3 - Terza edizione del 2007

‘Glocal Innovation’. Polis, innovazione, marketing e comunicazione.
10 ottobre, Palazzo Affari ai Giureconsulti (via Mercanti, 2 - Milano)
All’interno dell’Innovative Day, durante la settimana dell’Innovation Circus (Milano, 8 – 15 ottobre).

Il MarketingCamp, l’Innovative Day e il progetto europeo “Innovation Circus” nascono dalla considerazione che sia necessario demistificare il concetto di innovazione, avvicinandola alla gente e portandola alla condivisione.

Programma
3 Sale: Suite 1, 2, 3
Solo a inviti
Ore 10:00/17:00 MarketingCamp
Ore 17:00 Consegna Premio Cultura di Rete (Sala Colonne - Entrata libera - RSVP a redoffice@email.it)
Ore 17:30 Presentazione della ricerca “Milano futura”
Ore 18:30 Collegamento alla mostra “Innovative Day in Second Life

Che cos’è Innovation Circus
Il progetto europeo Innovation Circus, utilizzando la metafora del circo come luogo di spettacolo partecipato, realizzerà una manifestazione itinerante per far conoscere al pubblico il mondo degli innovatori, con tappe della durata di una settimana nelle città di Copenhagen, Karlsruhe, Milano e Riga. A Milano la settimana dell’innovazione si svolgerà dall’8 al 15 ottobre 2007.
www.innovationcircus.it

Che cos’è l’Innovative Day
Una giornata dedicata alla ‘interactive age’: il mondo del marketing e della comunicazione e l’azienda moderna si incontrano e incontrano la città. Sarà l’occasione per dibattere sugli aspetti tecnologici e di marketing relativi al connubio creatività / innovazione sul territorio.
Promotori: Fabrizio Bellavista (Partner Psycho-Research), Marco Camisani Calzolari (Presidente Speakage), Franco Giacomazzi (Professore Marketing industriale, Politecnico di Milano, Presidente AISM – Associazione Italiana Marketing), Massimo Giordani (CEO Time&Mind, Presidente Inter.Media).

Il terzo MarketingCamp ha come tema ‘Glocal Innovation’. Polis, innovazione, marketing e comunicazione.

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Citando un meravigliosa battuta di Luttazzi:
C’è un posto per te al MarketingCamp, il mio!!!

Fate pure gli esploratori digitali e le giovani marmotte, ma io ad un camp su invito faccio a meno più che volentieri.

[...] gente che appiccica il suffisso “-camp” ad iniziative che sono completamente estranee alla tradizione dei barcamp. Ciò che più mi indigna, tuttavia, è il fatto che le medesime [...]

[...] anche chi sta organizzando la terza edizione del marketing camp e sceglierà 10 “esploratori digitali”, ovviamente [...]

Annamo bene. E poi hanno rotto le palle a noi organizzatori del RomagnaCamp perchè non va bene un Barcamp con troppa gente che chiacchiera.. 10 persone e non se ne parla più. Il silenzio è (quasi) assicurato.

Io ai tempi già parlai; adesso ho solouna cosa da dire..

Uhhh, il giorno del mio compleanno!
:-D

[...] scoperto il post di Livia Iacolare e la sua perplessità per un altro Barcamp a numero chiuso, il MarketingCamp. Io a questo Barcamp sono stato invitato, non chiedetemi su quale base sono stato scelto non saprei [...]

Noi viviamo in una rete, esistiamo in un ambiente virale, siamo vicini al NO COPYWRITE, siamo in un ambiente che vive della trasformazione continua e proprio da essa trae il suo spettacolare carburante…Il filosofo Jullien dice che l’unica realtà è la trasformazione….
Tutto si può modificare, reinterpretare senza per questo ‘offendere’la sua natura. Il marketingcamp ha un profilo ben preciso: reinterpretare un modo nuovo di incontrarsi e renderlo fruibile, metabolizzabile da un pubblico business che altrimenti mai, sottolineo MAI, verrebbe a contatto gomito a gomito con realtà come i blog e i talenti emergenti dalla rete.
In una location con soli 40 posti disponibili (ripeto 40) perchè noi non riusciamo a fare di + circa 25 saranno profili affermati e gli altri new talent.
E soprattutto badiamo ai contenuti prima delle apparenze: quando ci saranno e saranno condivisibili(video + ppt)attendiamo critiche.

Se dovessimo andare a vedere se e’ nato prima l’uovo o la gallina, scopriremo che il primo evento che usava la denominazione CAMP era…una non conferenza a inviti ospitata dall’editore di testi Tim O’Reilly.
http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp

Ciao Marco,
mi piacerebbe partecipare se possibile. Non so se ho maturato i requisiti però di sicuro mi sto prodigando, anche professionalmente, per divulgare la conoscenza agli “analogici” ed il mio sito su wp: http://leoaruta.simplicissimus.it nasce con tale obiettivo.
A presto
Leo

Cario fabrizio, NO COPYWRITE che significa?
Lo chiedo a te perchè dici di esserci vicino. Per caso è contagioso?

Non posso fornire interpretazioni autentiche, ma conoscendo Fabrizio e i valori in cui crede, mi sembra di comprendere che il no copywrite in questo contesto significa che nessuno può avere in rete la paternità di un’idea. Se non vi piace il termine Camp cambiamolo, ma come giustamente fa notare Edoardo Colombo,è precedente ai vari BarCamp. Il MarketingCamp è un camp ma non è un BarCamp, credo che Marco abbia spiegato a sufficienza il concetto. Poi ognuno non è libero di fare i Camp che vuole, dal momento che non ho visto abusi? (utilizzi di marchi o di wiki ufficiali di BarCamp).
Sono il primo a dare valore a termini, definizioni e concetti, ma qui credo si stia speculando un po’ o sbaglio? Auspico che aumenti il numero dei Camp è ognuno possa andare a quello che preferisce, aperto o chiuso che sia.

io riesco a dedicare poco tempo alla rete rubo questo tempo al mio lavoro e divoro i minuti a mia disposizione ma non posso poi perderli a leggere se sia giusto chiamarli camp o meno lui c’era forse no… la rete deve essere luogo di re costruzione di re produzione di re creatività….la rete è re globalizzata..evitiamo almeno nella rete di non perdere il tempo che perdiamo nelle vite re-ali

Grazie maurizio era proprio quello che intendevo; ok anche all’impiego del tempo in modo + costruttivo
:)

Che dire? Nel significato diffuso un camp è uno spazio aperto in cui tutti possano ritrovarsi partecipando attivamente. Un evento con 40 posti, magari - certamente - interessantissimo, poteva chiamarsi diversamente, no? Chiamare qualcosa con un nome vuol dire connotare l’evento. E qui fra SecurityCamp e MarketingCamp, mi pare che stiamo andando veramente fuori direzione. Penso che si dovrebbe essere più onesti ed evitare di cercare di trarre vantaggio mediatico da associazioni di idee e pensieri per scopi diversi da quelli che la gente si aspetta. Ora, e mi rivolgo a Maurizio, sì, è vero che si è liberi di appropriarsi di cose ed interpretarle a proprio modo, ma ti chiedo: perché in Germania, in Inghilterra, negli States di camp siffatti non ce ne sono?

Ringrazio Maurizio e aggiungo anche questa risposta di Riccardo Cambiassi che viene definito il Bar camper di maggior rilievo in Italia
http://www.permalink.it/post/29/barcamp/

- In realtà, un vero Bar Camp potrebbe essere anche più esclusivo dell’originario Foo Camp. Perché, anche se non c’è bisogno di invito, a un Bar Camp, solo chi poi, quando arriva il suo turno, effettivamente presenta qualcosa può considerarsi un vero partecipante. In questo caso richiamato dall’invito più esclusivo possibile, che gli viene da se stesso. Condividi questa mia allucinazione?

Allucinazione interessante. Posto che anche al Foo Camp gli invitati sono tali proprio perché possano condividere le proprie esperienze e idee con gli altri camper, per come la vedo io la “clausola” della presentazione obbligatoria (che poi venga più o meno rispettata) è utile ai Bar Camp per i seguenti motivi:
1) crea un luogo “protetto” e quindi rende più facile per gli altri partecipanti mettersi in gioco (”se lo fanno tutti, lo posso fare anche io”).
2) obbliga tutti ad arrivare al momento dell’incontro in qualche modo “preparati” e focalizzati, permettendo di ignorare (o almeno alleggerire) le fasi iniziali di rottura del ghiaccio e riscaldamento, che sarebbero altrimenti necessarie per innescare la partecipazione dei presenti.

E allora cambiamolo questo nome se crea così tanti fastidi, come dissi al tempo delle polemiche del primo MarketingCamp per me potrebbe anche chiamarsi Pippo. Sono contento di aver partecipato alle edizioni precedenti ho conosciuto persone interessanti, come ne avevo conosciute ai BarCamp a cui ho partecipato.

Certo che arrivare a citare la genesi del barcamp, le sacre scritture, fare citazioni edotte per non voler ammettere di aver scelto un nome perchè faceva fico, è veramente fanciullesco come comportamento.

Maurizio, secondo te noi dovremmo cambiare nome perché non piace ai soliti 4 (di numero) che polemizzano puntualmente su ciò che faccio?
Io gioco alla “blogosfera” perché faccio l’esploratore digitale di professione; le polemiche sono il mio laboratorio relazionale e la mia palestra, senza le quali non potrei fare il mio lavoro quando devo spiegare cos’è il web e come ci si deve relazionare ai vari strumenti. Che sia una lezione, una consulenza o un progetto imprenditoriale, come sai, (ormai è come la mia pallina), mi sporco sempre le mani.
Ho invece partner e collaboratori che non danno peso a i 4 di cui sopra ma alle opinioni autorevoli, dove l’autorevolezza è un algoritmo in cui c’entra anche il pagerank, ma in cui ha un peso maggiore la propria professionem quanto sia coerente con quanto si sotiene e quanto si è autorevoli anche negli ambienti “analogici”. Proprio pochi giorni fa Maurizio scrivevi di autorevolezza, sai quanto un professionista come te sia a volte criticato da pergonaggi apparentemente molto autorevoli, ma che poi fanno professioni avulse o stanno finendo di studiare o cercano invano di fare i consulenti per gli stessi temi su cui non sono d’accordo con te.

Se noi crediamo veramente all’ascolto, se il nome genera confusioni, non credo sia un dramma cambiarlo.
Una volta fatto questo si liberano le discussioni dalle critiche pretestuose e si ritorna finalmente ai contenuti come dovrebbe essere. Non ditemi che non vi piace il look di Marco, parliamo della qualità delle presentazioni please.

Perchè non riportiamo la conversazione :-) su un diveerso binario?
Per esempio i contenuti….Ma faccio una brevee premessa:
l’italia, insieme allaa vecchia europa (quindi noi) ha necessità ur-gen-tis-sima di elaborate strumenti nuovi, innovativi ed efficaci.
Ho usato ur-gen-tis-sima, perchè ho l’impressione che spesso ci si perde nei particolari senza vedere l’insieme (quando una mano indica la luna, lo stolto guarda la mano). Allora guardiamo la luna!

Ma prima un assaggio di dove milano (e l’Italia) si trova ora (sottolineo che i tre esempi che riporterò hanno solo un valore emblematico):
-Nella classifica mondiale dei 23 edifici sopra i 1000 piedi l’Europa non compare (il primo è a Taiwan)
-Tra le prime 10 metropoli più abitate nessuna è europea, una sola è americana
-Tra le prime 9 città creative Roma è al 5° posto (e milano la ghe nò)
- Al’ultimo festival della comunicazione di Cannes l’italia ha vinto 2 leoni mentre Singapore ha vinto 46 Leoni, Nuova Zelanda 28, Australia 26, Giappone 21, Thailandia 20, Malesia 18. Altri risultati: Svizzera 25, Belgio 14, Francia 23, Spagna 43, Germania 45.

Non è meglio fare un po’ meno di polemiche e un po’ più di azioni concrete? Stiamo diventando il terzo mondo e mi da un po’ fastidio…

Il tema del prossimo marketingcamp è: ‘Glocal Innovation’. Polis, innovazione, marketing e comunicazione.
E’ importante che una città come milano si stia svegliando (speriamo che non sia tardi)…la nostra iniziativa è una piccola cosa (le sale hanno una capienza totale di 40 posti) invece l’interazione successiva nel videoblog potrebbe essere importante! Per tutti noi…

@MCC: mi spiace Marco ma se la metti sul personale, facendo simili affermazioni riguardo ai tuoi interlocutori io esco da questa discussione.

[...] il momento propongo una discussione che è iniziata sul blog di Marco e successivamente continuata sul blog di [...]

Marco quello che forse non ti è chiaro è che qui nessuno si stupisce perché hai usato un nome “figo” anche se privo di un reale significato: è una cosa che fanno in tanti senza che nessuno si stracci le vesti.
Quello che stupisce èp che lo faccia tu dopo avere stigmatizzato solo pochi giorni prima un identico atteggiamento!

dadda

Roberto, sei invitato al MarketingCamp per dirci come la pensi. Basta che ce lo fai sapere per tempo però perché abbiamo pochi posti e dobbiamo gestirli…
A presto
Ciao

Qualcuno non si è ancora accorto che come la pensiamo lo stiamo già manifestando, non abbiamo bisono di venire a fare le attrazioni del tuo circo.

Marco ti ho già spiegato che mi sembra assurdo venire a parlare della opportunità o meno dell’uso di un termine in una tavola rotonda che tratta di Glocal.
Siccome di quel argomento io non so nulla non credo sia logico partecipare, bello sarebbe che tu, invece di continuare con posizioni di attacco, spiegassi a tutti perché ritieni che l’uso del termine Camp per il Marketingcamp è corretto e coerente con la tua giustissima “filippica” contro l’uso improprio di termini “modaioli”.

bob

[...] per denominare eventi che con i barcamp non hanno niente a che fare (SecurityCamp, MarketingCamp).  Questi individui chiamano “radicali” quelli che ancora danno un senso alle parole e [...]

Roberto Dadda,
credo sia ora di fare un po’ di pulizia.
Ho spiegato abbondantemente il significato del MarketingCamp e del suo nome. Frequenti assiduamente qualunque thread di commenti che abbia a che fare con me, perciò hai avuto più di un’occasione per comprendere.
Se non sei d’accordo con il mio punto di vista sul naming del web 2.0 diffondi il tuo pensiero sui mezzi che hai a disposizione, così come faccio io.
Sono stufo di polemiche sterili e sei l’unico che porta al logorio qualunque conversazione. Se da una parte pensi di far bene il tuo lavoro di CamisaniCalzolariDetrattore, dall’altra sappi che stai perdendo la stima di chi ti credeva un saggio signore di mezza età. Se vuoi posso farti i nomi di qualcuno in privato, sempre che non mi rispondi di nuovo *PLONK* (N.d.A. http://en.wikipedia.org/wiki/Plonk ) come fanno i ragazzini e come hai fatto tu nell’ultima discussione che hai scatenato intorno a me e che è finita via email.
Sono disposto a conversare ma non a questo livello.
Si attendono, come al soltio, infiniti post sul tuo blog contro il sottoscritto, sino a trasformarlo quasi nel mio blog, che porteranno ad altri sorrisi sulle facce di chi quando qualcuno che ti conosce mi incontra e mi dice “Ma cosa gli hai fatto a Dadda? Forse sta passando un brutto periodo in cui è un po’ stressato…”.
Scrivi pubblicamente che non mi leggi più perché scrivo cose insensate. Poi però ti ritrovo a criticare con livore quel che scrivo ovunque. Forse hai poco altro a cui pensare, forse stai passando anni difficili, tuttavia io non sono tenuto a sopportare le frustrazioni di un uomo che vive di quel che fù e che oggi cerca attualità attravesto il brontolio e le critiche quando va bene o subdole bugie come quella per sbandieri la teoria per cui io dovrei essere un grande censore. Hai usato nomignoli, hai storpiato il mio nome e alimenti antipatie nei miei confronti. Fai l’angioletto maltrattato dall’antipatico MCC quando invece scrivi gratuitamente peste e corna su di me ovunque.
Ti ho offerto cordialità e moderazione più volte, ma tu hai sempre risposto con l’aggressività di chi lancia il sasso e poi nasconde la mano.
Le cordialità per te sono esaurite così come, e questa volta per davvero, lo spazio per te sul mio blog. Tanto ti dovevo.

[...] auguro naturalmente di fare 1000 altre di queste figure miserabili (anche se vedo che nel blog di Marco Camisani Calzolari si trova già a buon punto) e gli dedico pure il salterello abruzzese, perchè, se dovesse mai [...]



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