TrollCamp



Tratto da Stefano Epifani a proposito di cosa significa avere un blog e gestirne i commenti:

* c’è il contrario a priori, che per il gusto di dissentire contraddice qualsiasi cosa si dica, anche se stesso;
* c’è il paguro, che inopinatamente si appropria dei commenti per usarli come surrogato di un suo blog, scrivendone di chilometrici e gelando qualsiasi altro potenziale commentatore;
* c’è l’anonimo, che non si firma mai ma sai che è sempre lo stesso perchè ne riconosci gli errori di ortografia (pardon… lo stile);
* c’è l’ossessivo compulsivo, che qualsiasi sia l’argomento, riporta la discussione al tema che lo affligge (pardon… interessa);
* c’è l’entusiasta, che sistematicamente loda ogni post e le virtù del suo estensore in maniera tale da far arrossire persino OJ Simpson (vabbè… fa piacere, ma sempre un troll è…);

io Aggiungerei:

* c’è l’infimo, che sfrutta l’apertura che dai attraverso il blog per diffamare te o i tuoi prodotti;
* c’è il “livoroso”, che sfoga la frustrazione nei confronti del bloggante attraverso i commenti;

entrambe le categorie si dividono in chi opera scientemente, attraverso commenti contraddittori abbastanza per essere fuorvianti a sufficienza per trovare consenso e in chi invece lo fa impulsivamente, senza usare tecniche di basso livello.

Tutte queste categorie hanno significati e impatti nella gestione molto diversi se sei uno studente al primo anno e hai un blog che parla di motociclette, o sei hai una professione o un’azienda che esponi attraverso il tuo blog e quindi devi tutelarla dai troll meno onesti.

Reader Comments

Quello che poni è un problema importante che non nasce oggi ma che è vecchio come internet e che attraverso i social media trova notevole amplificazione.
Nelle conversazioni è importante rispettare le opinioni altrui, ma che fare quando qualcuna di esse è strumentale e soprattutto come riconoscere la malafede? Occorre dare risposta ai troll o ignorarli (don’t feed the troll si diceva).

Spesso un proprio pensiero non è stato recepito bene o si è stati poco chiari e allora è importante chiarire per evitare malintesi, in altri casi invece si subiscono veri e propri attacchi, spesso non del tutto giustificati.

Internet è liberta di dissentire, ma anche di ribadire le proprie convinzioni. Per qualcuno un blog è solo un passatempo mentre per altri è uno strumento relazionale per questo a volte le reazioni sembrano spropositate, perchè non si capisce che la reputazione è un bene prezioso.

Io vi suggerirei di suddividere poi i polemici virtuali dai rompiballe cronici.

Dopo anni di forum universitari ho scoperto che ci sono alcuni che fanno i troll solo per compensare una vita quotidiana priva di soddisfazioni, personalità e coraggio e ci sono quelli che proprio non ce la fanno ad essere d’accordo o che perlomeno, non riescono ad esprimersi in maniera educata.

I primi poverini hanno un’unico sfogo e sono da compatire..soprattutto quando poi ce li si trova davatni. I secondi sono da ignorare perché patologicamente insicuri o troppo convinti di se stessi.

Francamente io sono un “paguro”, perché mi capita di avere spesso opinioni complesse, che un esperto del settore può anche capire in forma sintetica, ma una persona non avvezza non è in grado di farlo.
Nella vita di tutti giorni sono i miei interlocutori che di solito mi chiedono di essere meno criptico, ma su internet un’opionione dovrebbe essere auto-sussistente e comprensibile di per sé, senza essere frammentata, essendo la discussione asincrona.

Poi ci sono quelli che commentano e poi pensano di aver detto una cavolata e allora non postano. Io sono il presidente onorario.

Felice di sapere che non solo non li attiro solo io, ma che c’è anche chi condivide i soliti personaggi notoriamente aggressivi:
Con questa condivido Luca Sartoni http://www.sarataricani.com/2007/09/19/e-vola-lu-pavone/
C’è qualcuno che ha un Dadda o un Mattina con ossessioni simili?
Possiamo provare a scambiarceli e vedere che succede… :)

Ho seguito la polemica sollevata da Roberto Dadda, non si vergogna da utilizzare frasi come “In fondo sono solo un cretino che paga, non so ancora per quanto, per leggere quel giornale e pensavo di poter chiedere, gentilmente, un chiarimento a un giornalista.” quando tutti abbiamo assistito agli attacchi continui e gratuiti che ha fatto a Camisani Calzolari, arrivando fino alle gravi offese personali per futili motivi. Per cui è inutile che faccia il finto corretto espinto da miotivi “nobili”. Ma siccome è ancora più infimo di così ha messo nei tags del suo post parole come Il Sole 24 ore e Nova24 con la speranza di estendere la polemica…

Cristina, non ci avevo fatto caso.
E’ davvero infimo…
Questa volta credo che non mi diranno più “Cosa gli hai fatto a Dadda…”. Il suo livore è ormai evidente anche a chi non segue le perverse conversazioni che instaura.
Ora torno al lavoro, anche per questa volta ho giocato sin troppo alla “blogosfera” ;)

[...] stata menzionata nel blog di Roberto Dadda , a esempio di un tentativo “puerile”da parte di Marco di ottenere un supporto da “branco”, niente di più fantasioso davvero: Marco era semplicemente [...]

Condividere “LucaSartoni” con delle signorine è il pensiero umido di molte persone, non credere di essere l’unico.

Luca Sartoni con l’ultimo commento si è capito che tipo di persona sei. Complimenti

Confesso di non capire la sostanza del dibattito/polemica in corso. Cerco di imparare da tutti i blogger che stanno in rete da un pò di tempo, persone che sono esperti del mondo digitale. Personalmente mi dispiace vedere come Marco Camisani e Roberto Dadda siano in conflitto, visto che sto imparando da tutti e due cose interessanti. Forse però la blogosfera è fatta anche di queste cose e forse sono solo una specie di troll…

Veramente Dadda, ho cercato nel Suo blog un suo vecchio articolo in cui mi ricordavo cosa diceva di Camisani, e l’ho trovato con la stessa immagine, la stessa che ha riproposto qualche giorno fa, ma cambiato. Addirittura da un contenuto che era un insulto continuo con storpiature del nome e prese in giro ne ha messo uno dai toni pacati e gentili. Ora capisco come mai continua a dire “vi sfido a trovare un solo articolo”…è ovvio li ha cambiati togliendo anche i commenti che in quell’occasione erano stati tutti contro il suo attacco.Ce n’era uno (spero che chi lo abbia scritto stia ora leggendo) che diceva che era evidente l’attacco alla persona e non ai prodotti o contenuti.
Una persona come lei è solo un vile, con questa cosa lei ha perso stima e fiducia e non solo in me. Spero di dovermi scusare per queste parole e di trovare al più presto il link al suddetto articolo o in questo blog o nel suo…ma so che non è possibile perchè ormai l’ha cancellato.

Maxilprof,
mi spiace ma Marco Camisani Calzolari e Roberto Dadda non sono in conflitto… Dadda non ama Camisani Calzolari e usa qualsiasi mezzo per diffamarlo.
Camisani Calzolari si difende.
E’ un distinguo che tocca fare perché prima o poi capita a tutti, sepcie quando hai un po’ di visibilità che a qualcuno può risultare antipatica. Quel giorno farai anche tu un bel distinguo quando ti diranno che sei in conflitto con il tuo aggressore… Stai certo che la cosa t’innervosirà parecchio, perché oltre a doverti difendere da infime e false accuse, dovrai pure giustificare l’aver ceduto a discussioni in cui sei stato chiamato per difendere la tua reputazione dalle menzogne che il tuo detrattore architetta scientemente.
Dadda fa così da sempre e non solo con me.
Ogni tanto si rifà vivo e riparte con attacchi di questo genere. La maggior parte delle volte non lo considero. Questo lo fa inbufalire ancora di più e incomincia a intessere tali calunnie da suscitare una mia reazione. Io reagisco e poi qualcuno lo chiama “conflitto” tra noi due… eh no! :)
Scusa, ma c’è bisogno di fare chiarezza in mezzo a tutto questo delirio…
Un caro saluto
Ciao
Marco

Dadda, ho messo nome e cognome e anche se non ho un sito cercando in internet puoi trovare notizie su di me visto che da decenni mi occupo di musica. Ho aperto il primo locale rock a Milano (RockPlanet)dove si faceva musica dal vivo e sono molto conosciuto. Comunque il link all’articolo o al commento di cui parlo non l’hai messo…per cui vuol dire che l’hai cancellato.

Grazie per il chiarimento.

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