Gentiloni e la coda lunga del parlamento



Ieri, al Four Season c’era Chris Andreson che parlava della coda lunga (alcuni hanno malignamente commentato che la vera coda lunga fosse la quantità infinita di conferenze, dicendo sempre la stessa cosa, che tiene dal 206 ad oggi…).
Ma c’era anche il Ministro delle comunicazioni Gentiloni che ha parlato dopo Anderson. Il Ministro è interventuo in modo apparentemente confuso, ma soprattutto si riferiva a quanto esposto da Anderson come se fosse una previsione per il futuro.
Sono intervenuto e gli ho fatto notare che in realtà per molti dei presenti in sala, quanto illustrato da Andreson, è il presente. Che ci sono aziende che vivono di nicchie e di solo digitale.
Gli ho anche ricordato i temi importanti: Net neutrality, digital divide, etc. Gli ho chiesto come intendeva agire in quel senso in quanto è il nostro Ministro di riferimento (questo governo non ha un Ministro all’innovazione e con la nuova riduzione dei ministri di questi giorni il rischio è che non ci sarà mai più). Gli ho chiesto come pensava di allineari i tempi (lenti) della politica con i tempi (veloci) del digitale, che tuttavia ha urgente bisogno di risolvere quei problemi…
Mi ha risposto “In Italia abbiamo una versione negativa della coda lunga. Abbiamo 22 partiti in parlamento…”. Il pubblico ha riso. Ha sciolto la tensione e non c’è più stato bisogno di rispondere…

Reader Comments

Certo Stanca era di un altro livello…..eh si…

T’è andata meglio dell’universitario che ha chiesto spiegazione su ‘Skull* and B’ones* a Kerry, meglio una battuta di un tazer…:(

cos’ha detto il ministro nel suo intervento?

Caro Marco questa frase proprio non ci voleva:”questo governo non ha un Ministro all’innovazione e con la nuova riduzione dei ministri di questi giorni il rischio è che non ci sarà mai più”
Ministro innovazione? Ma secondo te Newton, Einstein e i Fratelli Wright seguivano le circolari ministeriali? Naturalmente questa è un iperbole, ma anche se parlassimo di semplice tecnologia e non grande scienza, da quando i governi guidano l’innovazione? I singoli guidano l’innovazione, le aziende guidano l’innovazione, ma non certo i governi. Se parliamo delle ricadute civili della ricerca militare allora è un discorso diverso e sarebbe troppo lungo. Ma quelli comunque sono i militari e gli scopisoo diversi da quelli di un ministero civile.

Secondo se vogliamo rendere tutto veloce ed efficente digitalizzando ogni processo e non vogliamo aspettare, dobbiamo essere pronti a mandare a casa un bel po’ di “vecchietti”. Attenzione però perchè ci sono vecchietti e vecchietti. Alcuni 70/80 enni vorrebbero imparare tutto e ti fanno mille domande per farsi aiutare, poi ci sono certi “gggiovani” che se gli chiedi di staccarsi dallo specchio un minuto e gli domandi dove si trova il Perù o cosa è flickr, ti guardano come se scorressero i sottotitoli sotto la tua faccia.

saluti

[...] ho letto questo resoconto  sull’incontro con Chris Anderson, direttore di Wired, ma anche questo. Qualche idea bisogna pur farsela … [...]

Vedi che il governo in carica è fatto di dilettanti: se mettevano un ministro dell’innovazione avrebbero potuto mangiarsi un sacco di milioni di euro per rifare il sito italia.it, dovrebbero proprio imparare da Stanca e Berlusconi mister 3 “i”

[...] di persona alcuni contatti molto interessanti che ho su LinkedIn: Marco, Matteo, Francesco, Marco, Matteo, Pier [...]

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