Già chi ha un blog non gode di grande credibilità al di fuori della ristretta cerchia di amici.
Poi arriva uno che si spaccia per blogger. E siccome è molto noto diventa pure primo nelle classifiche.Un po’ come se Repubblica.it dicesse di essere un blog perché pubblica gli articoli in ordine cronologico in modalità multiautore e quindi ovviamente finisse per primo come “Repubblica.it, un blog di Ezio Mauro”.
Su Macchianera di oggi (vero blog multiautore come Repubblica.it), Facci (quello che da Vespa delirava un po’ quando parlava di blog) evidenzia le prese in giro di Grillo.
Non ci sono dubbi, era ovvio. Un po’ come se domani Mr. Bean chiamasse tutti alle armi senza però smettere di “fare” il personaggio Mr. Bean e soprattutto continuando a dire di essere un comico…
So che molti lettori sono affezionati al topastro genovese, ma ci tenevo a scrivere che mi dissocio completamente da tutte le attività del noto populista quando dice di essere un blogger. Non ritengo che io, come altri blogger, si debba stare nella stessa lista di “categoria”.
Noi siamo blogger. Quello è un populista opportunista arringafolle che per svolgere le sue attività usa meetup (non i social netoworks), e il suo sito sparacomunicati (non un blog).
Dategli la tessera in contumacia perché se la merita tutta!
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Non l’avevo mai guardato da questo punto di vista. Sono d’accordo con te. A prescindere dalla stima che si possa avere per lui. Hai ragione.
letto, approvato. Sono d’accordo su tutta la linea
Prescidendo dal merito di cio’ che dice (o proclama, o sproloquia, o evangelizza..), sono assolutamente d’accordo col distinguere Grillo dalla community dei blogger. Come ho gia’ scritto, gli riconosco il merito di aver utilizzato il web per diventare un enorme hub, per aver riportato sul territorio il network nato in rete, eccetera. Ma non e’ un blogger, in quanto non adotta i codici comunicativi e condivisi della comunità blogger, nonostante utilizzi lo stesso strumento.
L’unico appunto che faccio a te (già fatto ad altri) riguarda i criteri di classificazione blogger/non blogger; posto che l’utilizzo di una piattaforma di blogging non è condizione sufficiente, non ho trovato ancora nessuno in grado di stilare un elenco convincente di condizioni necessarie e sufficienti. Tra i blogger considerati “veri blogger”, c’è chi non linka mai, c’è chi ha i commenti chiusi, chi è un emittente unidirezionale esattamente come Grillo…
Ciao Marco, è un po che ti seguo..
Ti avevo scoperto su nova e quasi per caso mesi dopo ti ho ritrovato qui..
Beh, non sono molto d’accordo con questo tuo post..
Sarà che non “vivo in toto” il web 2.0 ma non riesco ad afferrare bene la differenza, anche perchè come dice Telemarco non sono chiare le condizioni necessarie e sufficienti a distinguere i blogger..
Dipende da cosa intende ognuno per blogger: per alcuni basta avere wordpress & co., per altri che “vivono di pane e web” bisogna essere parte della community tramite twitter/tecnorati/flickr/skype/youtube/…
Ecco, forse grillo è un blogger senza fare parte della community dei blogger..
Concordo in pieno con quello che dici. Però sono anche d’accordo in pieno con l’abolizione dell’ordine dei giornalisti. Cosa ci sta a fare, visto che Feltri è stato radiato e continua tranquillamente a fare il suo giornale, tanto per dirne una?
Al di la dell’essere daccordo o meno con Grillo, il suo blog o sito che dir si voglia nasce come quello di una persona che ha dei pensieri e li trasmette al mondo tramite un blog.
Grillo ha sempre trovato riscontri tra la gente anche 20 anni fa quando faceva spettacoli in TV perche evidentemente ha un modo di comunicare che ha una certa presa sulle persone, e questo modo lo ha riportao sul suo blog.
Ora che sia lui a scrivere o una redazione rimane il fatto che il modo di scrivere ricalca il modo di Grillo di trasmettere il suo pensiero alla gente con argomentazioni che molte persone condividono.
Paragonarlo a repubblica mi sembra errato perche’ grillo prima di tornare alla ribalta con il suo blog per i media era un signor nessuno e’ evidente che in qualche modo grillo e il grillo pensiero tira…..
Non è molto rilevante la prima parte del post, non importa se Grillo sia o non sia un blogger è ininfluente, mentre è importante la seconda. Grillo usa toni populisti, lo dimostra questa raccolta di firme che non è valida perchè a ridosso dello scioglimento delle camere. Il blog di Grillo fa bene solo alle sue tasche, per questo si è così incazzato quando hanno mostrato la sua dichiarazione dei redditi. Come consulente di marketing, devo dire che Grillo ha fatto un ottimo lavoro per se stesso.
Prese in giro di Grillo? Ma quel post parla di una sola cosa, non di prese in giro. Dice che Grillo sapeva della questione delle firme non valide e non lo ha mai detto da nessuna parte. La cosa corretta da dire è che non ne ha mai parlato sul forum.
L’ha detto in piazza il 25, l’ha ribadito di Pietro, l’hanno fatto presente ad Annozero, nei commenti del suo post e nei meetup l’informazione era stranota.
Non capisco.
Forse la tessera andrebbe data anche a te e anche a tutti i blogger di Macchinera? Seguendo lo stesso principio di chi scrive senza sapere tutto. La triste verità è che nessuno può sapere tutto. Ma almeno un blogger può permetterselo. Da un “ordine dei giornalisti” (un ORDINE, capisci…) ci si aspetterebbe qualcosa di più. Anche per questo l’ordine dei giornalisti è una contraddizione in termini.
Perché non hai fatto presente come la piazza del V-day si allarga e si restringe a seconda dell’avvenimento?
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/primo-maggio/sindacati/sindacati.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/04/26/039in.html
E questi sono tratti dal blog multiutente Repubblica.it, per allinearmi al tuo concetto di blog (e sono in parte d’accordo nel dire che beppegrillo.it non lo è) ma ho un esempio ancora più strano di giornalismo-come-fa-comodo:
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65587
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74953
(l’unità addirittura con grillo fa i calcoli dei metri quadrati della piazza).
Però non sento nessuno parlare di togliere le tessere a certi giornalisti, invece di darle a Grillo che, immagino, non ne ha mai voluto alcuna.
Grazie dello spazio che mi hai concesso.
Andrea