Il blogger marketing di Gore/Current/Sky



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L’evento che ha visto Al Gore a Roma che ha incontrato i blogger è stata la best practice di blogger marketing attuata sino ad oggi in Italia.

Come i miei lettori ben sanno, sono un esploratore delle dinamiche sociali che ruotano intorno al digitale e la principale ragione della maggior parte delle mie attività è connessa a questa lociga.

Anche la mia presenza agli eventi sociali correlati al digitale, social networks, etc, è dovuta a questa ragione. Anche se devo ammettere che col tempo sono nate nuove amicizie, se ne sono strette altre e alcune inimicizie si stanno sedando trasformandosi piano piano in vecchie amicizie.

Ho la sindrome dell’esploratore che dopo un po’ si affeziona ai luoghi che stava esplorando e parafrasando una vcchia parodia in alcuni contesti mi sento più indigeno che esploratore.

Current, Sky, Tessarolo e Montemagno hanno sfruttato (con accezione positiva) l’opportunità di Gore in Italia al meglio e sono riusciti a ottenere il meglio dalla blogosfera come nessuno era riuscito a fare prima.

Le polemiche iniziali sono state sedate con maestria. Io sono un esperto perché mi trovo (a causa mia) spesso ad essere nel mezzo di accesissimi flames e da vecchio marinaio devo dire che l’acqua sul fuoco e le virate iniziali non pensavo avrebbero spento le fiamme più alte. Invece ha funzionato.

C’erano tutti e tutti erano felici di esserci.

E’ una vera case history a partire dal modo in cui sono stati effettuati i primi contatti diretti, one to one. Il come è stato creato l’evento e l’idea di esclusività che gli è stata conferita e fatta percepire. L’organizzazione sul posto, la scaletta e il post evento. E non ultimo il crisis management nei momenti più caldi.

Se l’obiettivo era quello di riempire una sala con il miglior insieme di individui capaci di diffondere una notizia e nella fattispecie quella dell’apertura di Current in Italia, dire che è stato raggiunto è essere riduttivi.

Certo, la materia prima non era niente male. Al Gore. Perfetto a mio parere per fornire un ottimo alibi a chi altrimenti avrebbe dovuto “sporcarsi le mani” attraverso attività di pubbliche relazioni per lanciare il prodotto. Così invece ha fatto tutto lui, facendo in fondo anche molto poco.

Tuttavia di grossi calibri che sono passati in Italia pre mille ragioni e che nessuno è riuscito a sfruttare bene in questo modo, ce ne sono stati. Ma nessuno aveva intessuto così bene le pubbliche relazioni di un evento con la burberosfera italiana.

Da uomo di comunicazione e marketing un bravò a Tommaso, Marco e a tutto lo staff.

Reader Comments

Il meglio della blogosfera mi sembra eccessivo. Non creo esista un meglio e un peggio. Hanno ottenuto un ottimo risultato, in alcune fasi un pochettino maldestramente, ma è stato un magnifico evento.

oh ma lo sai che assomigli tantissimo al presidente di Youtube Italia che ho conosciuto ad una festa l’altra sera? se tu ti tingessi i capelli di nero saresti uguale uguale! ;)

@Luca, intendevo che hanno ottenuto il meglio, dalla blogosfera. Non il meglio della blogosfera.

@Luca, ma sai che anche tu sei identico a un notissimo direttore di una TV.

Condivido il giudizio sull’evento come “best practice di blogger marketig”, ma devo dire che la parte piu’ divertente sono i commenti. Mi fa paicere che abbiate fatto la pace, ma ricordatevi l’insegnamento di Mr. Wolf di Pulp Fiction.
:-P

Luca l’ho salutato rapidamente, Marco non ho colto il momento buono, sara’ per un’altra volta.

In quella sala mancavano migliaia e più di altri blogger, vuoi per scelta vuoi per necessità. Eventi come questo sono pressocchè inutili: domande noiose, scontate, risposte altrettanto, alla fine non è uscito nulla di significativo ed interessante. IMHO.

Premesso che se non fossi stato impegnato a Palermo sarei accorso con piacere. Premesso che gli eventi mi interessano tutti per le loro dinamiche (positive e negative). Premesso che quoto in gran parte la tua analisi. Premesso che markette e markettoni ormai sono all’ordine del giorno e non mi scandalizzo affatto, basta essere coscenti che va così. Punto.

C’è solo una piccola imprecisione. “C’erano tutti e tutti erano felici di esserci”. Ecco questo non lo condivido. Non ti immagini nemmeno quanti blogger ci sono fuori dal circolo dei soli noti. Dal gruppo degli “arrivati prima”. Ce ne sono a decine di migliaia. Politici, manager, accademici, tecnici, fanatici, yuppies, nerd, maniaci……..ecc.

Solo per dire che il blog è un mezzo. La blogosfera, non esiste. E’ un cluster che di volta in volta plasmiamo a nostro piacimento includendo nella nostra rete solo un parte delle relazioni, quelle che più ci sono vicine o più ci sono simili.
Caro Marco non c’erano tutti.

Ciao

Sulla miglior pratica di marketing coinvolgi blogger nulla da dire, anzi ineccepibile in quanto a coinvolgimento. Ineccepibile in quanto a crisis management. Certo quando anche le possibili crisi si studiano a tavolino è il minimo che tutto sia sottocontrollo.
Chi c’era però ha contato la metà dei 500 blogger previsti. (sto leggendo vari post in merito all’incontro, post appartenenti alla blogosfera periferica, post non di critica ma di racconto obiettivo di quello che la giornata è stata). Io non c’ero quindi mi informo leggendo.
Certo 250 blogger è un ottimo numero, ma tipo anche a Matera c’erano più di 150 blogger…Se lo scopo era averne 500, lo scopo non è stato raggiunto. Se lo scopo era averne un buon numero di blogger in sala, quindi di blog in cui si parla dell’evento, lo scopo è perfettamente riuscito.
Il meglio dalla blogosfera non si ottiene così.
O meglio il meglio da tutta la blogosfera. Quella presente è una parte di una blogosfera molto più grande che ha dinamiche e relazioni non più iscrivibili in cerchi concentrici dove attorno al nucleo centrale di early adopters (e blogger anziani, mi si permetta…mi ci metto anche io tra questi) ruotano gli admirers. Si è raggiunto un livello di eguaglianza diffusa e i numeri son molto più alti.
Parliamo di un evento molto ben riuscito.
E questo è positivo.
Che ha saputo sfruttare al meglio e per i suoi scopi quella che non a caso definisci la “burberosfera italiana”. Come se ci fosse distinzione tra chi si può permettere di far polemica e chi no nella blogosfera. Bè, in questo siamo tutti uguali.

@Catepol, ho dati un po più certi dei tuoi, avendo chiesto qualche informazione per scrivere un pezzo in merito. Risultano 800 iscritti e 500 presenti circa.

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